tranne per il nome non credo che le nuove generazioni comprino GOldrake...
Daitan 3 è passato su MTV---,...non ha fatto sfracelli Mediaset tempo fa aveva messo Gundam....l'ha tolto per disperazione non faceva ascolti.....i tempi son cambiati....
Moderatori: Gohan, Haranban, Opelmanta, Lunlun
Infatti se la tirano così tanto come se i vecchi fan siano solo una minoranza, quando poi sono gli stessi che comprano i DVD delle serie storiche... Direi la quasi totalità...enrico ha scritto:altra cosina....ma sti milioni di fan ..sono riferiti alle "vecchie" generazione...
tranne per il nome non credo che le nuove generazioni comprino GOldrake...
Daitan 3 è passato su MTV---,...non ha fatto sfracelli Mediaset tempo fa aveva messo Gundam....l'ha tolto per disperazione non faceva ascolti.....i tempi son cambiati....
Concordo.Davide Z ha scritto: Secondo me Colpi conta su tre fattori:
1) la disinformazione della gente
2) il desiderio di Goldrake
3) il lancio con tanto di presenza di Nagai che piegherà i riottosi.
Il primo dvd secondo me ha buone speranze di vendere bene, anche perché ci saranno i "curiosi" di ascoltare il nuovo doppiaggio con Malaspina settantenne.
Bisogna vedere cosa succederà dopo.
Se adattamento significa modificare il senso dell'originale e inventarsi qualcos'altro, ne faccio volentieri a meno. E ti parlo da adattatore (anche se di fumetti).Enciclopedia ha scritto:Parole sante.GEN ha scritto:e questa politica di sostituire i doppiaggi storici con doppiaggi di fatto senza adattamento non fara altro che rendere i cartoni giapponesi ancor piu' un prodotto di nicchia e destinato a pochi di quanto non lo sia gia' adesso...
Parole sante.
(non farei altro che scrivere parole sante, ma penso che sarebbe uno spreco di bytes).
Ma va benissimotetsuya73 ha scritto:Se adattamento significa modificare il senso dell'originale e inventarsi qualcos'altro, ne faccio volentieri a meno. E ti parlo da adattatore (anche se di fumetti).
Non capisco dove siano i cartoni animati giapponesi di nicchia, poi. Semmai il mercato home video, ma il problema e' ben piu' complesso, a partire dalla mancanza di una mentalita' industriale nel proporsi al mercato.
Ma io neppure mi stupisco, oramai... se lo fanno Warner e grosse societa' (Superman I e C'era una volta in America gridano ancora vendetta) mi aspetto di tutto.Fa.Gian. ha scritto: Ma va benissimo
Se avessero fatto una edizione moderna di "Grendaizer", con Luca Ward che doppia Daisuke, Mino Caprio su Danbei Makiba (anzi "Makiba Danbei"), con dialoghi fedelissimi ecc. ..., mi sarebbe stato bene e avrei preso i DVD per curiosità.
Ma dovevano dirlo chiaro e tondo
Come è stata condotta la cosa lo trovo offensivo per i fans e al limite dell'ingannevole, ed è su questo che mi faccio il sangue cattivo
In realtà mi sembra di aver capito che nella recente riedizione di Superman I (una vera e propria complete edition) c'è anche la versione cinematografica del 1978 con il doppiaggio italiano storico, quindi in questo caso la vendetta c'è statatetsuya73 ha scritto:(Superman I e C'era una volta in America gridano ancora vendetta)
A me pare che non sai tu come funziona il commercio degli anime in Italia...queenhimika ha scritto: Uscite dalla mentalità dell'appassionato ogni tanto... potrete capire come funziona il commercio.
Indipendentemente dal fatto che sia giusto o meno.
I trentenni/quarantenni che hanno visto goldrake non sono tutti come noi.
E' gente che non si ricorda le voci e non gli è mai fregato un cacchio dei doppiaggi. Gli interessava il cartone e il ricordo (ormai sfocato nella memoria) dell'infanzia che esso porta. E basta.
Senza adattamento intendo dire in pratica, una traduzione quasi letterale dei dialoghi.tetsuya73 ha scritto:Se adattamento significa modificare il senso dell'originale e inventarsi qualcos'altro, ne faccio volentieri a meno.
DVD e videcassette di serie animate giapponesi e lo dicono i numeri.tetsuya73 ha scritto:Non capisco dove siano i cartoni animati giapponesi di nicchia

"tradurre e' sempre un po' tradire". Questa e' la regola numero uno.GEN ha scritto: Senza adattamento intendo dire in pratica, una traduzione quasi letterale dei dialoghi.
Con adattamento intendo dialoghi adattati in modo da rendere chiare e immediate tutte quelle parti che altrimenti risulterebbero confuse o incomprensibili ai piu' (tranne che agli appassionati di anime), propio perche' fortemente caratterizzate da aspetti della cultura/lingua giapponese praticamente sconosciuti in Italia (ma quante volte l' ho scritta questa frase!).
Dunque se servono a questo scopo ben vengano i nomi modificati e le frasi cambiate, gli indici di gradimento delle serie ne trarranno solo beneficio.
Stiamo parlando ora dell'adattamento, non delle voci, occhioPer farti un esempio il doppiaggio di Lamu (prima serie) lo considero perfettamente riuscito da questo punto di vista, un modello al quale ispirarsi.
Ma lo sono sempre stati.DVD e videcassette di serie animate giapponesi e lo dicono i numeri.tetsuya73 ha scritto:Non capisco dove siano i cartoni animati giapponesi di nicchia
Il merchandising e' enorme anche adesso, sono solo cambiati gli anime.Per quanto riguarda tutto il resto, come ho gia' detto prima fino alla meta' degli 80 i cartoni giapponesi avevano una popolarita' e una diffusione sulle varie televisioni, ma anche a livello di merchandising/giocattoli, enormi in senso assoluto e non solo rispetto a quelle attuali, considerando anche le minori dimensioni che avevano emittenti e mercati 25-30 anni fa'.
GEN
Caro djufo comprendo il tuo dissenso, ma guarda, se è il solo modo di riavere GOLDRAKE in TV che ben venga! Penso sarebbe favoloso se in un modo o nell'altro riesplodesse la robot-mania!!!djufo ha scritto:Tale campione di persone non è certo quello che si colleziona i dvd originali numero dopo numero. E se dovesse incominciare a farlo, molto in fretta scoprirà la fregatura.venusia ha scritto:
Quelli che hanno visto i cartoni allora e poi non li hanno più rivisti, quindi faticano a riconoscere i diversi doppiaggi; mio fratello sta riguardando Daitarn e, se non glielo dicevo io, manco si accorgeva della differenza!!
Ah e poi solo 4 voci sono rimaste le stesse (con 30 anni in più sulle spalle), le altre cambiano tutte, e Alcor si chiamerà sempre e solo Koji.
Pensi che tuo fratello non si accorgerebbe proprio della differenza...?
E' un po' quello che ho detto io, ma il problema e' che questo adattamento nei cartoni di oggi non viene praticamente fatto o in misura troppo ridotta.tetsuya73 ha scritto:
"tradurre e' sempre un po' tradire". Questa e' la regola numero uno.
cio' che distingue un buon adattamento da un cattivo adattamento e' la capacita' di far passare i significati dell'opera originale in un'altra lingua, tradendo il meno possible.
Perche' erano stati quasi tutti ben adattati sicche' come dici tu si sono fatti passare i significati dell'opera originale in un'altra lingua!tetsuya73 ha scritto:E sul fatto dell'incomprensibilita', vorrei ricordarti che molti anime arrivati nei primi anni '80 erano _pregni_ di cultura giapponese, e non mi sembra che ci siano stati "suicidi in massa"
tetsuya73 ha scritto:Stiamo parlando ora dell'adattamento, non delle voci, occhioGEN ha scritto: Per farti un esempio il doppiaggio di Lamu (prima serie) lo considero perfettamente riuscito da questo punto di vista, un modello al quale ispirarsi.
Definirli adesso un fenomeno di massa in TV e' quanto meno eccessivo visto che da piu' di 15 anni ormai li trasmette regolarmente una sola emittente nazionale, Italia 1 e neanche tanti.tetsuya73 ha scritto:tetsuya73 ha scritto:Non capisco dove siano i cartoni animati giapponesi di nicchiaMa lo sono sempre stati.GEN ha scritto:DVD e videcassette di serie animate giapponesi e lo dicono i numeri.
E' in Tv che sono fenomeno di massa.
tetsuya73 ha scritto:Il merchandising e' enorme anche adesso, sono solo cambiati gli anime.GEN ha scritto: Per quanto riguarda tutto il resto, come ho gia' detto prima fino alla meta' degli 80 i cartoni giapponesi avevano una popolarita' e una diffusione sulle varie televisioni, ma anche a livello di merchandising/giocattoli, enormi in senso assoluto e non solo rispetto a quelle attuali, considerando anche le minori dimensioni che avevano emittenti e mercati 25-30 anni fa'.
GEN
