Lady Oscar, carissima la mia abruzzese frittata di scaracchi e vinavil, lascia per favore che ti indichi con le mie parole la via di Damasco, mentre con la mano ti indico la via per andare in culo...
"L'Uomo Tigre, il Campione" è un prodotto della fine degli anni Sessanta, in Giappone, dove, per amor proprio tuo e di chi ti sta a leggere, potresti anche lasciare un minimo di indulgenza alle tecniche ancora non finissime di animazione e di disegno. Se lo guardi nell'interezza, ora parlo seriamente, è una delle serie più mature, belle, intense, ricche, coinvolgenti, vere, metaforicamente reali e dolci (sì, anche) che esistano e che abbiamo potuto vedere in Italia. Ma fidati tanto, se te lo dico... Semmai è la seconda serie (quella sì, disegnata benissimo) a non piacermi affatto, perchè, di fatto, snatura Naoto e tutta la sua saga, affatto faticosamente entratami nel cuore... Prepotentemente nel cuore...
Se poi tu vuoi vedere solo la bontà e la beltà dei disegni, beh, allora vai ora al cinema e goditi i capolavori della Pixar et similia... O no?
