Infatti... scusa Cavaliere ma i cartoni che danno oggi a noi non piacciono perchè oggi non siamo più bambini e non abbiamo più quell'entusiasmo. E' vero che Mediaset ha evitato certe serie (infatti proprio per questo c'era Italia 7), ma non per questo quelle che trasmetteva erano brutte, anzi erano molto belle, uguali a quelle che guardavi tu, e, probabilmente uguali a quelle che guardano i bambini oggi. E poi scusa da quando in qua esistono cartoni per maschi e cartoni per femmine? I cartoni sono cartoni e non esistono generi 'cazzuti' o meno.Virgo ha scritto:...come possiamo giudicare (brutta parola vero) cartoni che non solo conosciamo poco ma che neppure son pensati per noi...e dopotutto non siamo più adatti "per questi cartoni", ci son sicuramente serie adatte per un pubblico maturo, ma non son certo le serie commerciali di rai 1 o mediaset ovviamente...
AVM fatina di canale 5!!
Moderatori: Gohan, Haranban, Opelmanta, Lunlun
ma che stai dicendo rookies! dai tempi della nascita degli anime vi sono cartoni rivolti + ai maski o alle femmine, così come i manga!!!! guarda ke parliamo del giappone non della mentalità italiana! e lì i manga, quindi gli anime, vengono pensati e creati puntando su un target maskile piuttosto ke femminile! ed è sempre stato così! è ovvio ke se mediaset propone quasi esclusivamente prodotti ke attirano prevalentemente femmine o bambini, ne risente la qualità! certo virgo ke conta se un cartone è cazzuto, solo ed esclusivaente anime edulcolatori non credo facciano la gioia degli appassionati! e se oggi i bimbi sono presi da yu-ghi-oh è solo perkè hanno i giocattoli (in questo caso le carte) ke fanno da catalizzatori! ricordo x l'ennesima volta il merchandising ke fà da padrone e decide quale cartone verrà trasmesso o no! prima non era così!!!!
Dai Cavaliere ma scherzi? Prima non era così? Il Giappone E' COSI' PER TUTTO, non solo per gli anime e penso non ci sia paese al mondo più 'sfruttatore' e 'calcolatore' del Giappone in questo senso! Già dei primissimi cartoni negli anni 60, tipo Astroboy esisteva il merchandising!
E a me risulta che sia stato così anche quando gli anime sono arrivati in Italia. A parte Mediaset, il cui motivo di esistere è da sempre vendere merchandasing (ma questa mica è una novità, è una tv privata) ma anche di Ufo Robot e Heidi, mi risulta ci sia stata, da dopo la messa in onda un invasione di gadgets, giocattoli ecc.
Per quanto riguarda il genere dei cartoni, non mi pare che esistano motivazioni OGGETTIVE che specificano che Goldrake è per maschi e Candy per femmine. Poi è chiaro, chi li produce (e trasmette) si fa un'idea ('questa serie conquisterà di sicuro le bambine'), ma non è niente di certo. Tornando a noi, visto che si parlava di Mediaset io credo che la stiamo sopravvalutando: l'unico obiettivo è: VENDERE IL MERCHANDISING LEGATO AI CARTONI SENZA CHE I GENITORI ROMPANO LE PALLE. Di conseguenza, via Ken Shiro, via Mazinga e simili (visti i polveroni che hanno sollevato) ma rimane sempre il fatto che i cartoni restanti non siano indirizzati ad un pubblico femminile o maschile. Siamo noi che facciamo questo discorso perchè ragioniamo in un certo modo e bla bla bla... Ti ho convinto?
E a me risulta che sia stato così anche quando gli anime sono arrivati in Italia. A parte Mediaset, il cui motivo di esistere è da sempre vendere merchandasing (ma questa mica è una novità, è una tv privata) ma anche di Ufo Robot e Heidi, mi risulta ci sia stata, da dopo la messa in onda un invasione di gadgets, giocattoli ecc.
Per quanto riguarda il genere dei cartoni, non mi pare che esistano motivazioni OGGETTIVE che specificano che Goldrake è per maschi e Candy per femmine. Poi è chiaro, chi li produce (e trasmette) si fa un'idea ('questa serie conquisterà di sicuro le bambine'), ma non è niente di certo. Tornando a noi, visto che si parlava di Mediaset io credo che la stiamo sopravvalutando: l'unico obiettivo è: VENDERE IL MERCHANDISING LEGATO AI CARTONI SENZA CHE I GENITORI ROMPANO LE PALLE. Di conseguenza, via Ken Shiro, via Mazinga e simili (visti i polveroni che hanno sollevato) ma rimane sempre il fatto che i cartoni restanti non siano indirizzati ad un pubblico femminile o maschile. Siamo noi che facciamo questo discorso perchè ragioniamo in un certo modo e bla bla bla... Ti ho convinto?
sì in jappone esiste lo sfruttamento come da noi....ma lì c'è scelta e varietà! noi abbiamo quasi solo cartoni da sfruttare (in jap hano di tutto invece) e all'epoca non era così! c'erano quelli ke offrivano il merchandising e quelli no (jenny la tennista, sam del west, babil junior, cyborg ecc..)! sul fatto ke gli anime siano pensati x un pubblico maskile o femminile puoi anke metterti il cuore in pace x quanto non sia piacevole! hai presente le parole "shojo" (ragazza) e "shounen" (ragazzo)? ebbene i manga vengono creati x un settore o per l'altro!!!! e sappiamo bene ke poi questi ultimi dinventano anime, quindi........è ovvio ke poi vi siano sfumature e ke un anime venga guardato da entrambi i sessi, ma resta il fatto ke in jap la maggior parte di essi è pensato x un verso o x l'altro
non l' ho inventata io sta cosa!
x esempio sailor moon è apprezzato da maski e da femmine
x esempio sailor moon è apprezzato da maski e da femmine
Si ma il discorso che ti facevo io è che se anche un manga viene creato per lui o per lei, non esiste nessun parametro che stabilisca che quel manga E' per lui o per lei. Che poi non è neanche tanto vero. Gli Shonen Ai, i fumetti per ragazzi gay ad es. vengono letti quasi solamente da ragazze eterosessuali; gli shojo manga spopolano tra i gay giapponesi e non tra le donne e quelli pensati per un pubblico maschile spesso hanno un target fifty-fifty, e non ti parlo di eccezzioni insignificanti: manga che vengono creati per un certo tipo di pubblico spopolano tra tutt'altre tipologie di appassionati.
- Watta Takeo
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- Località: Repubblica Popolare Democratica Autonoma di San Miniato
Posso leggere solo adesso questo post, e dico che l'argomento mi interessa molto.
Allora.
Conbdivido molto quello che ha scritto Yattodetaman. Le tematiche sono varie, gli interessi e la volontà di cogliere il pubblico, negli anni '70 e '80, fu un vero affarone sia per la RAI che per i circuiti privati. Detto questo penso sia assolutamente improponibile stare a dire che una cosa è cazzuta e l'altra no, o che ci si metta a dilungaare sui contenuti... Ogni epoca, anche piccola epoca come in questo caso, ha la sua ricetta di interpretazione della realtà. Ricetta a livello culturale, economico, educativo, pedagogico eccetera.
E' del tutto ovvio che per me non ci sia un paragone fra Mazinga Z e Hamtaro, ma come faccio a stabilirne la portata emotiva o di presa memoriale sui bambini di oggi? E' impossibile, credo.
Il disocorso da fare piuttosto è un altro, o almeno così credo. C'è stata la volontà di far sparire certi nuclei di contenuto coerenti con il passato, ma qui si va già su interessi politici ed economici interrelati. Basterebbe, cosa semplice da fare in teoria ma che, visti i soldi che ci girano non lo è affatto, che vi fosse la possibilità di usufruire (tutti, cazzo! Tutti! Mi son rotto di dover pagare per fare ogni stronzata!) delle varie produzioni artistiche, siano esse di qualsiasi tipo, del passato come del presente, purchè le si consideri pezzi di storia da ammirare ma anche da rivivere, senza l'obbligo di dover pagare sempre somme esorbitanti per far questo. Nel momento in cui privi il mercato di un prodotto, questo assume valore, lo dice un coglione come me che ha letto solo qualcosina di economia, mica qualche bellimbusto illuminato della Confindustria, eh... Dovremmo batterci perchè, con il giusto equilibrio, i cartoni animati (visto che siam qui parliamo di quelli) avessero visibilità sia nell'Home Video che in televisione, in modo che se potesse usufruire, ripeto, tutti. Lo so, ci sono anche altre variabili che ho volutamente tralasciato... ma parlavo di un mondo che ancora non c'è... ma finbchè se può ancor parlare...
WATTA TAKEO
Allora.
Conbdivido molto quello che ha scritto Yattodetaman. Le tematiche sono varie, gli interessi e la volontà di cogliere il pubblico, negli anni '70 e '80, fu un vero affarone sia per la RAI che per i circuiti privati. Detto questo penso sia assolutamente improponibile stare a dire che una cosa è cazzuta e l'altra no, o che ci si metta a dilungaare sui contenuti... Ogni epoca, anche piccola epoca come in questo caso, ha la sua ricetta di interpretazione della realtà. Ricetta a livello culturale, economico, educativo, pedagogico eccetera.
E' del tutto ovvio che per me non ci sia un paragone fra Mazinga Z e Hamtaro, ma come faccio a stabilirne la portata emotiva o di presa memoriale sui bambini di oggi? E' impossibile, credo.
Il disocorso da fare piuttosto è un altro, o almeno così credo. C'è stata la volontà di far sparire certi nuclei di contenuto coerenti con il passato, ma qui si va già su interessi politici ed economici interrelati. Basterebbe, cosa semplice da fare in teoria ma che, visti i soldi che ci girano non lo è affatto, che vi fosse la possibilità di usufruire (tutti, cazzo! Tutti! Mi son rotto di dover pagare per fare ogni stronzata!) delle varie produzioni artistiche, siano esse di qualsiasi tipo, del passato come del presente, purchè le si consideri pezzi di storia da ammirare ma anche da rivivere, senza l'obbligo di dover pagare sempre somme esorbitanti per far questo. Nel momento in cui privi il mercato di un prodotto, questo assume valore, lo dice un coglione come me che ha letto solo qualcosina di economia, mica qualche bellimbusto illuminato della Confindustria, eh... Dovremmo batterci perchè, con il giusto equilibrio, i cartoni animati (visto che siam qui parliamo di quelli) avessero visibilità sia nell'Home Video che in televisione, in modo che se potesse usufruire, ripeto, tutti. Lo so, ci sono anche altre variabili che ho volutamente tralasciato... ma parlavo di un mondo che ancora non c'è... ma finbchè se può ancor parlare...
WATTA TAKEO
<<Senti ragazzo: nella tua stanza, tra i manifesti degli eroi, lasciagli un posto perchè tu, da grande, di lui ti ricorderai...>> - Superobots, "Ken Falco"
Sui contenuti (o meglio, sulle intenzioni) sono d'accordo con te, come si può non esserlo? Cercando di fare un discorso un pò realista, penso che comunque non si possa parlare di 'usufruirne tutti ma proprio tutti' se c'è di mezzo la televisione, il mezzo capitalistico per eccellenza!
Io cerco di arrangiarmi, ho un foglio dove ci son scritte tutte le serie dei cartoni che mi interessano, e come escono in dvd depenno i vari titoli pensando 'è anche questo è salvo, immortalato, forever'!
A proposito Watta che fine avevi fatto? Sbaglio o non postavi da diverso tempo? In ogni caso bentornato!
Io cerco di arrangiarmi, ho un foglio dove ci son scritte tutte le serie dei cartoni che mi interessano, e come escono in dvd depenno i vari titoli pensando 'è anche questo è salvo, immortalato, forever'!
A proposito Watta che fine avevi fatto? Sbaglio o non postavi da diverso tempo? In ogni caso bentornato!
yusaku ha scritto:Fasano 1: http://digilander.libero.it/fasanofancl ... vista.html
Sara: Come avviene la selezione per le sigle dei cartoni animati?
Fasano: Non esiste una vera e propria selezione. La signora Valeri Manera, che conosce già la trama del cartone, mi commissiona alcune sigle dandomi uno storyboard oppure se l'animazione è già pronta, la guardo personalmente. Poi le propongo una musica e mi é capitato di dovere rifare completamente più di 4 o 5 volte qualche canzone. C'é una correttezza in lei davvero ammirevole riguardo la scelta di uno o di un altro autore.
Sara: Qual é stata la canzone che hai dovuto proporre più volte?
Fasano: Ce ne sono state due che mi hanno "fatto dannare" più di tutte: "Behetoven" e "Nel covo dei pirati con Peter Pan". Quest'ultima infatti ne contempla almeno quattro.
Sara: Hai mai pensato di interpretare personalmente le sigle che scrivi?
Fasano: C'é la cultura di legare le sigle dei cartoni a personaggi inerenti al mondo dell' infanzia ed esistono problemi anche burocratici. Cristina D' Avena é un punto di riferimento per coloro che seguono i cartoni animati e, comunque, ci sono anche molte altre voci che collaborano: Giorgio Vanni, Mattia Pisano... Non mi sono mai voluto proporre in questo senso: é difficile fare contemporaneamente l'autore e il cantante, anche se spesso partecipo ai cori. Preferisco seguire Cristina e sentirla cantare come vorrei.
Sara: Per quali case discografiche lavori?
Fasano: Per ora non ho casa discografica, ho inciso due album per la SONY e un altro nel 93.
Sara: Qual é secondo te la differenza tra l'autore per i cartoni animati e quello per altri generi?
Fasano: Beh, per quanto riguarda i cartoni ci si deve immedesimare nella storia e scrivere un pezzo di conseguenza. Altra cosa é scrivere per lo Zecchino.
Tra le canzoni che secondo me sono risultate più riuscite é sicuramente Calimero e la sua versione Dance e, nonostante fosse nata per un pubblico di bambini piccoli, é stata per tutti un successone. Ovviamente lo spessore musicale non è paragonabile quello di canzoni come "Un fiocco per sognare, un fiocco per cambiare" o "Curiosando nei cortili del cuore".
Sara: Quando ti capita di comporre una musica per i cartoni, ti fanno ascoltare la sigla originale o no?
Fasano: No, non la ascolto, penso che le canzoni originali siano state fatte per un mercato diverso.
ahaha! Naturale! Anke Zara diceva ke Sandybell era la sua CHICCA, invece fa schifo...comunque, Dancasti, l'effetto che Fasano voleva raggiungere con Beethoven era quello di creare l'atmosfera del cartone, e devo dire che c'è riuscito perfettamente. E' assillante, petulante ed è così che doveva essere, perchè così è anche il cartone.dancasti ha scritto:guarda che anche se un autore dice che le proprie canzoni sono ben fatte, non significa che lo siano davvero...
quella di behetoven l'avevo sentita e mi faceva un effetto diuretico...
O forse pensi che l'abbia fatta così tanto per fare?
Non puoi pensare che per Beethoven fosse fatta una sigla alla CUORE.
Ci sono vari tipi, se a te questo genere, che comunque mette allegria, fa venire un effetto diuretico, son problemi tuoi. Ma è innegabile che sia una canzone molto ben studiata e articolata
Beethoven e Ace Ventura sono due sigle degli anni 90, non si possono fare paragoni. A chi era bambino nel 98 sicuramente piacevano molto di più queste due che Lady Oscar, giustamente. E poi non è vero che sono mal realizzate, trovo che Beethoven sia una sigla veramente ben fatta e in generale riconosco che le sigle di Fasano, seppur non le veneri, sono superiori come 'parole e musica' alle sigle 70-80, questo è innegabile.
- dancasti
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evitaste di punzecchiare direttamente la gente, probabilmente vi ritrovereste felici nel vostro brodo con le vostre convinzioni: a me di sparlare di behetoven non me ne sarebbe fregato nulla, se non fossi stato chiamato in causa inutilmente, a proposito di lady oscar... manco fossi il più grande fan dei cdr da dover sputtanare per forza... 
