Tarrasque ha scritto:
E hai mai provato a pensare che magari i negozianti a queste cose ci hanno pensato? E magari qualcuno ha anche provato a metterli in un altro reparto? E che magari così ne vendono di meno?
A quanto pare in Francia i negozianti ci hanno pensato, e hanno dato alle sigle la visibilità giusta
Perché non dovrebbe essere così anche da noi?
Tarrasque ha scritto:
Non partiamo sempre dal ragionamento che il mondo si deve adeguare a NOi che siamo la nicchia di una nicchia. Gli appassionati inguaribili NON fanno un mercato.
Per quanto di nicchia sia un prodotto, ciò non giustifica che debba essere messo nel reparto sbagliato.
Tarrasque ha scritto:
Sono straconvinto ad esempio che se mia mamma volesse mai regalarmi un CD di sigle, sapendo che mi piacciono andrebbe dritta al reparto bambini, perché per lei "le sigle sono cose per bambini".
Per tua mamma si, e per te?
Tarrasque ha scritto:
E poi dovìè sta grande vergogna nell'ammettere che ci piacciono cose per bambini? Rodari scrive libri per bambini. Lo trovi in libreria nel settore libri per bambini. C'è da vergognarsi a comprare un libro di Rodari?
Io non ho parlato di vergogna nell'ascoltare le sigle o nel farlo sapere agli altri, altrimenti non starei qui a scrivere, casomai di imbarazzo nel constatare che in italia le sigle siano trattate come cosette per bambini, e non mi sembra giusto questo. Tu ritieni che Caro Fratello sia una cosetta per bambini? Io no!
Il punto è che, ihmo, ai bambini non gliene frega niente delle sigle; interessano a noi, non a loro, basta vedere l'età media di chi frequenta questi forum; vorrei sapere quanti bambini vanno nei negozi a cercare cd contenenti La piccola Nell piuttosto che Robottino

A questi formidabili nostalgici che hanno compreso il segreto della vita: "rimanere sempre un pochino bambini" (Stefania Mantelli)