Ci riprovo con meno prosaiche parole.
A Cuba ci posso andare (non solo in ferie) a testimoniare quanto sia solidale con loro circa alcune politiche sanitarie e relative all'istruzione (che riescon a fatica a portare avanti viste le ristrettezze economiche a cui son costretti, da sempre) ma siccome sono in (unilaterale, ci mancherebbe) polemica con essi viste alcune altre decisioni, evito, per il momento.
La globalizzazione, di cui tu introduci il tema e di cui tutti si riempion la bocca schierandosi o apertamente contro o apertamente a favore, è solo un aspetto (bellissimo a priori, secondo me) del nostro tempo. Il male è che quella che c'è ora nel mondo non è incontro di culture e di risorse. Questa è mero aumento del divario di ricchezze, mascherato, nascosto e tamponato qua e là da interventi-tampone e da scuse di finta solidarietà talmente ridicoli da far tenerezza. Lo vede anche un cieco, secondo me... Per quanto riguarda le bellezze di questa globalizzazione, basta domandare agli operai di Termini Imerese quanto sia gloriosa e glorificante... Ma io, se lo vado a chieder loro, me ne sto a distanza di scaracchio, perchè appena posto il quesito, in un nanosecondo più o meno, mi colpirebbero di sicuro con una bella frittata di sputi...
MARCO






