Da buon fiorentino, mi vengono in mente espressioni come:
"E ll'è un bè llaòro!" (E' un bel lavoro!)
Considerazione di deprimente avvilimento, per fatto fortuito di contingenza casuale, che desti preoccupazione. Simile alla locuzione italiana
"Ci mancava solo questo!"
"Eccoci all'acqua!"
Locuzione di dubbio di chi esita di fronte a improvvise difficoltà, ma anche accertamento di cosa reale di chi ha compreso un pensiero non espressamente esposto dall'interlocutore, ma in qualche modo implicito nel discorso enunciato.
"Far i' gguadagno di' Llica" (Fare il guadagno del Lica)
Non trovare alcuna convenienza nel fare un affare o, quanto meno, trarne scarso ricavo. La locuzione trae origine da un personaggio della mitologia greca, protagonista di un episodio delle
Metamorfosi di Ovidio, ove si narra che il giovane Lica morì ucciso da Ericle, per faccende familiari di questi, che non lo riguardavano neppure in minima parte.
"Fare un arrosto"
Eseguire un lavoro con scarsa perizia.
"Fa' ffico" (Fare fico)
Sbagliare; Restare con un palmo di naso, per cosa non riuscita. E' corruzione di
fio, nel senso di
nulla. Infatti, nel Medioevo veniva chiamato col termine di
fio, il segno posto alla fine dell'alfabeto, raffigurato dalla lettera greca
φ, per cui tale simbolo prese il significato di
niente, tanto che
non capire un fio aveva la stessa accezione di
non capire niente.
Poco fa, Antani! aveva descritto
i fòchi di San Giovanni (24 giugno) ed eccovi un particolare dei festeggiamenti
